Il kraken

Scritto da Frieda Farnetti | 3 aprile 2018 | Categoria: Avventura

22956443342_6d6290fc56_bIl vascello del capitano Henrik stava navigando tranquillamente, quando avvistarono qualcosa sotto il pelo dell’acqua: sembrava un siluro, ma a quel tempo non erano ancora stati inventati.
I gabbiani, che finora erano stati appollaiati sull’albero, presero il volo, seguiti dai pappagalli. Allora la campana di allarme suonò, dato che era arrivato quel mostro mitologico: il kraken!
La nave inglese beccheggiava da tutte le parti, la fanteria caricava i cannoni, i fucilieri prendevano posto e i marinai prendevano gli arpioni o le accette.
Per un ansiosissimo minuto tutto tacque.
Ancora silenzio, gli uomini sudavano. Un rumore basso veniva dal mare, faceva sobbalzare gli uomini; della schiuma spuntava vicino allo scafo.
Una manciata di secondi dopo dei tentacoli si librarono nell’aria, il capitano urlò: “Fuoco!”
I cannoni spararono, pezzi di tentacoli volavano dappertutto ed uno si divise a metà, cadendo nell’acqua con un tonfo.
I fucilieri spararono, il kraken cominciava ad avvolgere la nave con i tentacoli minori, che fallirono miseramente, perché il ponte era difeso dai marinai impietosi con le loro accette.
Gli inglesi pensavano di farcela, ma poi un altro urlo basso: un tentacolo che finora non avevano visto si librò nell’aria e cadde di peso sulla nave, spezzando l’albero come se fosse un ramoscello.
Come se avesse gli occhi, si intrufolò in coperta facendo strage della fanteria e distruggendo i cannoni. Poi, come una ciliegina sulla torta, un tentacolo più grande cadde di peso sulla barca, spaccandola a metà.
Nel punto in cui era spaccata, fece capolino la bocca del mostro, dove scivolarono metà degli uomini.
Un barile di polvere da sparo cadde nel centro della bocca, il capitano Henrik sapeva cosa fare: cercò un’arma, senza successo, ma trovò il poco potente cannone girevole sulla ringhiera di legno del galeone. Lo caricò e sparò l’unica palla di cannone su quel che rimaneva della nave. Il colpo arrivò al barile facendolo esplodere, uccidendo il kraken.
Con i resti della nave, quel che rimaneva della ciurma costruì una piccola zattera per tornare a casa.

Massimiliano
1^A

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