Il triangolo delle Bermuda

Scritto da Frieda Farnetti | 17 aprile 2019 | Categoria: Avventura

ocean_stormMi chiamo Adam Wolf e oggi vi racconterò la storia della mia barca e dei suoi marinai scomparsi nel nulla. Tutti, tranne me.

Non ricordo bene, ma doveva essere il due marzo 1923 quando capii che qualcosa non andava nel verso giusto. Quella mattina, come tutti i giorni, ero di guardia al timone a scrutare l’orizzonte davanti a me con il binocolo.

Eravamo in viaggio da due mesi e non avevamo ancora trovato una terra dove rimanere un po’ per mangiare e per dormire senza sentire Jon rimettere perché soffriva di mal di mare. Ad un certo punto, la vela si ruppe senza un motivo logico e, per aggiustarla con dei pezzi di stoffa, la tirammo giù.

Mentre la stavamo riparando, una voce stridula e un brivido dietro la schiena si fecero sentire. La voce stridula disse: ”Via, andate via da qui! Siete in grave pericolo!”

In un secondo tutti impallidimmo, con la pelle color latte. “Ma chi ha parlato?” Chiese Jon. “Non ne ho idea” Rispose Bret.

A quel punto vidi una sagoma all’orizzonte e urlai a pieni polmoni: ”Terra, terra!” Tutti iniziammo a ballare e a cantare per la nuova scoperta, quasi dimenticandoci della strana voce.

Due giorni dopo arrivammo sulla terraferma e andammo in avanscoperta per capire se ci potevamo rimanere. Sembrava l’isola dei nostri sogni: bella, con tanti animali, frutta e acqua dolce. Quattro giorni dopo stavamo riposando, quando Bret venne morso da un serpente e morì all’istante. La terribile voce rimbombò di nuovo nel silenzio, dicendo: ”Il primo angolo è stato trovato…”. Avevamo troppa paura per ascoltare bene quel messaggio. Prendemmo Bret per le gambe e lo portammo fino alla barca, così quando saremmo tornati a casa lo avremmo affidato alla sua famiglia.

Jon mi disse: ”Senti, non possiamo tornare a casa? Quest’ isola non mi convince”. Mi arrampicai su un albero per stare in solitudine e decidere il da farsi. Decisi di tornare a casa e scesi dall’ albero per dirlo a Jon, quando me lo ritrovai a terra a brandelli: senza un orecchio, una mano e la gamba destra. “Jon!”, Urlai io, “Cosa ti è successo?!” Ma niente da fare, era già morto.

Presi il suo corpo e iniziai a correre verso la barca, ma la voce mi fermò dicendo: ”Il secondo angolo è stato trovato, il Triangolo Delle Bermuda è quasi rinato!”. Non avevo tempo di pensare, continuai a correre e arrivai alla barca insieme ai miei uomini.

Stesi la vela e iniziammo a navigare. A un certo punto una tempesta arrivò e un’onda gigantesca travolse me, la mia barca e il mio equipaggio. Questo è il mio ultimo ricordo.

Un giorno, non so come, non so quando e non so perché, mi sono risvegliato su un’altra barca, dove un signore barbuto mi ha accolto dicendo: ”Ciao, ti abbiamo ritrovato in mezzo al mare”.

Mi riportarono a casa. Ancora oggi penso alla frase di quella voce spaventosa, ma non riesco a capirne il significato. Il Triangolo Delle Bermuda è un mistero e rimarrà un mistero per sempre.

 

Ilaria

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