Siete pronti a sentire i brividi giù per la schiena?

Scritto da Frieda Farnetti | 30 ottobre 2017 | Categoria: Fantasmi

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Ecco un po’ di descrizioni di apparizioni e luoghi, utili per entrare nel tema del mistero/soprannaturale/horror… Chi potrebbero essere gli autori? Cercate in 2^C…

 

 

IL FANTASMA DELLA BIBLIOTECA

Lui era sempre lì. A qualunque ora, giorno, mese o anno io andassi a controllare, lui era sempre lì. Seduto sulla medesima sedia a sfogliare cautamente le pagine di quel tomo dalla rilegatura rosa, con lo sguardo perso tra parole stampate con inchiostro nero.

Sempre le stesse scarpe, trasandate e in pelle; sempre lo stesso cappotto, grigio come una piovosa giornata d’inverno; sempre gli stessi pantaloni, blu e larghi; sempre lui. Sempre lì.

Provai a chiedergli se avesse bisogno di aiuto, ma l’unica risposta a me data fu un lungo silenzio. Andai così dalla bibliotecaria, chiedendole se fosse a conoscenza dell’identità dell’uomo e del motivo per il quale lui fosse sempre lì.

Il problema? Lei non vedeva nessun uomo.

 

 

IL FANTASMA MANGIA PERSONE

Ciao, io sono Mike. Sono morto a 48 anni e ora mi godo la mia seconda vita.

Sono un fantasma ciccione e ogni giorno mi vesto con uno smoking da gentiluomo e uso una ruota di trattore come se fosse la mia cintura. Inoltre ogni giorno mi pettino molto bene: mi piace la cresta mohicana marrone; il marrone mi ricorda la cioccolata! Ho un profumo di aglio che mi piace molto.

Il mio carattere è molto particolare: se qualcuno osa sfidarmi, io lo mangio. Dentro la mia pancia infatti, ho la bellezza di 32 cacciatori di fantasmi che mi stavano dando la caccia, proprio qui in questa scuola.

Quindi vi avviso: se mi vedete girare per i corridoi, non avvisate la professoressa, altrimenti verrete mangiati!! Non ditelo a nessuno, altrimenti verrete mangiati!! E non urlate per la paura, perché anche in questo caso verrete mangiati e nessuno saprà come siete spariti… MAI!!

Ora devo salutarvi. Sono qui al parco e una bambina si è accorta di me… La farò allo spiedo!!

 

 

La presenza

I fantasmi non devono per forza avere un nome o altro. Infatti “ La Presenza ” era un fantasma con proprio questo nome.

Era un fantasma nero ed anche il suo volto era nero. L’unica cosa che si poteva distinguere un po’ meglio era una veste, anch’essa dello stesso colore.

Se arrivava a casa tua, i vetri si appannavano e sotto di lui/lei il pavimento scricchiolava. Poi si iniziava a sentire un odore acre. Se ti toccava, poi, era la fine. Il suo tocco era gelido e ti immobilizava. In quel momento essa iniziava a prosciugarti della linfa vitale.

L’unico modo per bloccarla era la luce della felicità. Purtroppo, nel momento in cui ti prosciuga, cadi nell’oblio. Così tu morivi in una sorta di stato vegetativo.

Si aggirava spesso per i paesini, ma ora è quasi scomparsa. Quasi.

 

 

LIPSIA
Lipsia è un fantasma davvero malvagio. Era una bambina che amava giocare con le marionette: le lavava, le puliva, le vestiva, come se fossero delle persone in carne ed ossa. Lipsia non aveva amici. Le marionette erano la sua unica ragione di vita.

All’età di circa 12 anni la bambina morì. Nessuno seppe mai come, quando, dove e perché, ma trovarono solo una marionetta, nel letto della bambina e del sangue, molto molto sangue. Qualcuno pensava fossero stati i genitori, essendo molto problematici. Qualcuno che la bambina si fosse suicidata e che il suo spirito avesse spostato il cadavere. Nessuno lo sapeva.

In realtà la bambina era rimasta intrappolata in una delle sue marionette. Lipsia, dal giorno della sua morte, ogni notte girava per la sua casa e terrorizzava chiunque le passasse davanti. Era un fantasma davvero terribile, che non riusciva a perdonarsi qualcosa. Neanche lei lo sapeva in realtà, ma c’era qualcosa che la disturbava. Forse era il fatto di non avere vissuto la sua vita pienamente, oppure di non essere stata abbastanza gentile nei confronti degli altri, nessuno lo sa.

Ormai il suo fantasma era intrappolato. In quella casa non veniva più nessuno e ormai la voce che ci abitava un fantasma era girata.

Lipsia era una fantasmina magra, aggraziata, ma fatta di legno, di carattere e di fisico. Spaventava chiunque e in qualunque modo. Era l’unica cosa che le dava un’emozione. Era piccolina, ma molto rapida. Non aveva paura di niente e di nessuno. Aveva una risata strana, molto acuta e cattiva, ed un sorriso sempre piantato sulla sua faccia.

Quando, però, una nuova famiglia entrò in quella casa, per la marionetta fantasma iniziò una nuova avventura, che la cambiò profondamente.

 

 

IL LABORATORIO DEL QUINTO PIANO

In fondo al corridoio, all’ultimo piano, si può trovare una stanza. Un laboratorio, per essere precisi.

La luce non funziona, la porta è chiusa a chiave e la finestre sono sigillate da quel lontano 28 marzo 1916, quando una professoressa venne assassinata da un alunno in preda alla rabbia, al dolore e alla pazzia.

I banchi sono sempre nella stessa posizione, i muri sono imbrattati di sangue e la cattedra è completamente spostata. Le piastrelle riportano ancora i segni di quella scena raccapricciante.

Gira voce tra i corridoi della scuola che, se qualcuno prova ad avvicinarsi a quella maledetta porta, può ancora sentire le macabre urla della donna che fu assassinata.

 

 

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1 Messaggio

  1. Alice scrive:

    Bravi belle storie!!!!!

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