L’uomo vestito di nero e l’ombra

Scritto da Frieda Farnetti | 6 dicembre 2019 | Categoria: Fantastico e surreale

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IN FASE DI LAVORAZIONE

Era Halloween e tutta la gente di Witch City era in festa, soprattutto un ragazzo di tredici anni Jack, perché avrebbe rivisto suo padre, che era andato in spedizione militare e che sarebbe tornato quella notte. Però prima si preparò ad accoglierlo e quindi addobbò tutta casa sua con ragni, scheletri, lupi mannari, streghe e zombie.
Quando uscì di casa per andare a prendere delle caramelle, si scontrò con un uomo alto e vestito di nero, con due lunghi denti, si scusò subito ed entrò nel negozio, il commesso non c’era. Quindi prese le caramelle e lasciò i soldi sul bancone. Tornando a casa pensò di comprarsi un costume, quindi andò dal suo amico Gianni e di nuovo si imbattè in quell’uomo alto vestito di nero. Entrò nel negozio e neanche Gianni c’era. Cercò di chiamarlo, ma lui non rispose, allora prese il costume e lasciò i soldi sul bancone. Quando tornò a casa vide l’uomo alto vestito di nero uscire da casa sua, un brivido gli percorsero la schiena. Entrò in casa e chiamò sua mamma chiedendole chi fosse l’uomo uscito da casa sua, ma non ci fu risposta. Cercò in tutti gli angoli della casa, ma non la trovò. Tornando giù gli sembrò che uno zombie si fosse mosso, ma pensò che se lo fosse immaginato. Uscì di casa chiamando aiuto, ma sembrava che non ci fosse nessuno. Quando tornò a casa la porta era spalancata e la luce era spenta, ma lui era sicuro di averla lasciata accesa. Entrò in casa, una luce sembrava venire da camera sua. Avanzò verso la porta e sbirciò dalla fessura: l’uomo vestito di nero era nel centro della stanza, con tutti gli abitanti di Witch City attorno a lui. L’uomo aveva acceso un fuoco e cantava quella che sembrava una preghiera. Aveva paura di entrare, quindi andò in cucina e prese due mestoli, un coltello, una forchetta e uno scolapasta come elmo e tornò su e aprì la porta urlando all’uomo che doveva smetterla e gli si buttò contro, ma due grosse mani lo fermarono all’istante, erano mani di zombie. Quando era entrato non aveva fatto caso che i mostri non c’erano. L’uomo vestito di nero disse agli zombie di lasciarlo andare e loro lo fecero sedere di fronte a lui. Voleva fare qualcosa, ma le mani erano bloccate dalle ragnatele dei ragni. Cercò di scalciare, ma riuscì solo a ustionarsi una gamba con il fuoco. L’uomo aveva finito le sue preghiere e un’ombra uscì dal fuoco, era molto simile all’uomo vestito di nero, ma sembrava più vecchio. I due si dissero qualcosa e poi l’ombra urlò alla gente di Witch City che li aveva radunati lì per radere al suolo la città e per ucciderli tutti. È così fece, mandò i mostri a distruggere le case e lui iniziò a torturare i cittadini e ad ucciderli. Poco dopo,però, si fermò qualcosa la tratteneva, si voltò e vide l’uomo vestito di nero morto e degli acchiappafantasmi con a capo il padre di Jack. Sconfissero l’ombra e le poche persone rimaste scapparono via dalla casa di Jack. Il padre lo abbracciò e la madre, con il naso che sanguinava, si unì all’abbraccio. Il ragazzo chiese al padre come aveva fatto a raggiungerli in tempo e a fermare il fantasma e lui gli disse che era una lunga stori e che gli avrebbe raccontato tutto il giorno dopo.

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