La coccinella

Scritto da Luciana Coletti | 1 dicembre 2015 | Categoria: Mito e leggenda

coccinella_vicina_vicina[1]   C’era una volta tanto tempo fa, un piccolissimo animaletto tutto rosso, che viveva in un prato sperduto nelle campagne di un lontano paese.

Lei era diversa da tutti, non aveva zampe lunghe e pelose come i ragni, non aveva le ali come le libellule e non aveva tanti bei colori come le farfalle, era proprio diversa.

Gli altri insetti la prendevano in giro per il suo colore tutto rosso e le dicevano: “Sei uno scherzo della natura, sembri un fiore, non un insetto, neanche se avessi qualcosa di più lo potresti essere”.

Il piccolo esserino si indeboliva giorno dopo giorno, ripetendosi: “Forse gli altri insetti hanno ragione, sono veramente uno scherzo della natura”.

Così un giorno, stufa di essere presa in giro, prese una decisione e andò dalla Dea del Prato e le chiese: “Oh Dea del Prato, io non ne posso più di essere presa in giro, ti prego fammi diventare un insetto come gli altri”. La Dea, stupita dalla sua richiesta, le rispose: “Sei sicura di voler diventare un insetto? Tu sei bella e originale per quello che sei, perciò, io che non ti voglio rovinare, cercherò di attribuirti una caratteristica solo tua, che non ti faccia sembrare un fiore!”

L’animaletto, un po’ deluso e sconsolato, perché secondo lui non aveva trovato una soluzione, tornò al prato e si avvolse nei suoi pensieri …

Ad un tratto sentì un grandissimo tuono seguito da fulmini e lampi, vide che il cielo si stava dipingendo di grigio, subito cominciò a piovere ed a soffiare un forte vento.

La pioggia continuava a cadere, ma quando si appoggiava su quell’esserino, come per magia, le gocce d’acqua diventavano tanti piccoli pallini neri. In seguito una folata di vento la fece alzare in aria come una foglia. L’esserino, preso dal panico, incominciò a muoversi per volare come gli altri insetti e ad un certo punto si accorse che le erano spuntate le ali e poteva volteggiare nell’aria.

Così si accorse che non era un insetto qualunque … ma una COCCINELLA, e soprattutto contenta di esserlo.

Martina 1^C

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