Pigmalione moderno

Scritto da Luciana Coletti | 1 dicembre 2015 | Categoria: Mito e leggenda

Fu a Roma, in un freddo pomeriggio di inverno, che tutto ebbe inizio.

In un laboratorio di videogiochi della Nekki, il signor Tommaso Collora stava lavorando a un nuovo gioco di cucina con il suo collega Fabrizio Gasoni. Dopo otto estenuanti ore di lavoro i due si salutarono e tornarono nelle loro case. Fabrizio da sua moglie e dai suoi figli, Tommaso, invece, solo dal suo cane: lui non voleva sposarsi, perché riteneva tutte le donne troppo viziate e superficiali. In effetti non si sarebbe mai sposato, se quella sera Fabrizio non gli avesse mandato via e-mail il bozzetto della protagonista femminile del gioco. Quando la vide, Tommaso rimase abbagliato, non riusciva a respirare né a staccare gli occhi dallo schermo del suo computer. Era così innamorato che fece alla donna tantissimi ritratti, così tanti che la casa ne era piena, le compose dei versi e chiamò uno scultore per farne una statua, che abbellì con gioielli, baciò e abbracciò. Dopo qualche tempo Tommaso andò in chiesa e, rivolgendosi al Signore disse: -Oh, Padre, la cosa stupisce anche me, ma …   mi sono innamorato di una donna che realmente non esiste. Io la amo più di qualsiasi altra cosa e ti chiedo darle vita, se puoi.-

Dio, commosso da tanto amore, pianse una lacrima, una lacrima soltanto. Quella lacrima scese dal cielo e nonostante il freddo non si congelò, ma cadde in una crepa del tetto della casa del signor Tommaso e si posò sull’ occhio della donna da lui stesso disegnata.

Quando Tommaso tornò a casa rimase esterrefatto: la sua amata era viva, lì davanti a lui.

I due si amarono molto e furono per sempre incantati dalla forza del Signore.

 

JACOPO 1^C

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