Categoria: Italiano

Letture fantasy

Pubblicato il 14 febbraio 2014

“La parola letta non è uno spettacolo che può essere seguito distrattamente, parlando d’altro. Leggere è un’attività che ci impegna, che mobilita le nostre risorse interne, che esige il nostro giudizio intimo.”

(G. Rodari)

 

Con queste poche righe scritte da Gianni Rodari, autore di tante storie per bambini e ragazzi, le classi 1^C e 1^D vi invitano a leggere non distrattamente le produzioni sul testo fantasy.

Buona lettura a tutti ed esprimete un vostro giudizio sincero.

 Prof. ssa Vetrugno

 

Il mio primo giorno di scuola

Così cominciò il mio primo giorno alla scuola di magia di Stregolandia. La scuola ha un cortile da favola, molto grande, pieno di piante e di ragazzi che cercavano di fare colpo sulle ragazze con i soliti trucchi di magia. La nostra divisa era composta da una cravatta nera, una camicia gialla e dei pantaloni rossi. Scesi dalla macchina e mi recai all’entrata dovere mi dissero che alle nove mi dovevo recare in palestra dove ci avrebbero informato di tutto. Mentre aspettavo di andare in palestra uscii a cercare di fare amicizia con qualcuno. Era pieno di ragazzi ma avevo visto in lontananza un ragazzo seduto su una panchina da solo quindi presi coraggio e mi avvicinai. Parlammo un po’ e capii che era un ragazzo di cui fidarsi. Si chiamava Johnny era un tipo bassetto ma abbastanza robusto, i suoi capelli erano biondi e aveva gli occhi verdi, aveva un carattere vivace ed era molto simpatico. Diventammo subito amici. Arrivarono le nove e io e Johnny andammo in palestra. Ci aspettava il rettore Collins e gli altri professori. Ci assegnarono una sezione e ci diedero gli orari insieme ai nomi dei professori. Finito il discorso ci recammo tutti a lezione. Arrivato nella mia classe scoprii felicemente che con me c’era anche Johnny. Era una classe abbastanza angusta e sulla porta era attaccato il foglio con tutte le regole: non si possono usare i poteri al di fuori della scuola, non si possono usare i poteri per piani di vendetta o malvagità, si devono rispettare i compagni e i professori, non si può volare all’interno della scuola. Insomma non si poteva fare nulla che si sarebbe ritorto contro la scuola. La prima ora avevamo lezione con il prof. Angust che insegnava agli alunni come difendersi dalla magia oscura. Appena entrò l’aria si fece pesante e le candele che illuminavano l’aula si spensero e rimase solo la luce fioca di un tiepido sole. Nonostante tutto durante la lezione mi convincevo sempre di più che il prof era simpatico. Angust ci spiegò quali erano gli incantesimi base per respingere la magia nera. L’ora passo liscia come l’olio anche se alcuni dei miei compagni continuavano a parlare e a passarsi bigliettini. L’ora seguente avevamo la prof Sofy che insegnava la geografia della Transilvania e anche se aveva un nome grazioso era la peggiore di tutte. Entrò in classe e Cedric che parlava in continuazione restò zitto come un pesce. Sofy si sedette e cominciò a farci delle domande riguardo la posizione della nostra casa, non ne ero sicuro ma penso che lo facesse per vendicarsi di noi venendoci a trovare. Poi cominciò a parlare della posizione della dimora del Conte Dracula. Ovviamente la prossima volta ci avrebbe interrogato. Anche quest’ora passò non tanto liscia ma passò. Per fortuna ora avevamo un’ora di intervallo visto che era il primo giorno. Io e Johnny stavamo seduti su una panchina a parlare delle nostre impressioni riguardo la scuola, quando si avvicinò una ragazza di media altezza, con i capelli bruni e gli occhi neri. Si sedetti vicino a me e ci disse che non aveva amici, quindi voleva diventare nostra amica, noi ovviamente approvammo. Cominciò a parlare di se stessa, si chiamava Annabeth, e mentre parlava guardavo Johnny che la stava osservando come se si fosse innamorato. Finì l’intervallo e tornammo in aula. Nella quarta ora invece avevamo chimica con il professor Frank, che secondo me era un po’ fuori dal normale. Infatti dal suo banco con le fiale e gli strumenti, partivano esplosioni di tutti i colori, anche se doveva insegnarci solo a preparare una semplice pozione con pochi ingredienti. Mentre Frank sperimentava, mi si avvicinò Johnny e mi disse che era “cotto” di Annabeth. L’ora finì letteralmente col botto per colpa di Cedric. Per l’ultima ora dovevamo uscire perché avevamo lezione di volo con la prof Da Vinca. La lezione iniziò, saltammo in groppa alle scope e ci alzammo in volo. Johnny per guardare Annabeth che studiava, si distrasse e finì contro un muro, non si fece niente ma di certo non se la dimenticherà facilmente quella botta. Nonostante tutto, a me andò miracolosamente bene, senza ferite o botte. Suonò la campanella e tutto contento mi diressi verso la macchina di mio padre, che mi chiese come avessi passato la giornata ed io, gli risposi col sorriso, magicamente bene.

 

La ragazza del Divino

In un giorno come tanti, una piccola ragazzina di nome Tara Dankan, dopo essere uscita da scuola, imboccò la via Angel Street, la nonna le aveva proibito di percorrere tale via, ma Tara era una ragazza molto curiosa…….Si ritrovò in un vicolo cieco e, quando Tara, si accorse di ciò, pensò: “ Perché mai la nonna mi ha  proibito di percorrerlo?”. Nel vicolo Tara sentì una sensazione familiare, si sentiva al sicuro e protetta, qualcosa di magico e strano l’attirava verso il fondo della strada; piano piano si avvicinò. Ad un tratto vide, dietro il bidone della spazzatura, tra i tanti mattoni, uno di color verde cristallo; la ragazza iniziò a toccarlo ma una voce familiare la chiamò:”Tara! Tara! Dove sei?” La ragazza irretita dal richiamo corse verso la nonna, che la stava aspettando. Il giorno seguente, Tara ancora più curiosa, andò di nuovo nel vicolo cieco, senza farsi vedere dalla nonna. Tara era in fondo al vicolo ed ad un tratto sentì dentro la sua testa un sibilio, una voce debole e viscida che diceva cose strane in una lingua incomprensibile che,stranamente, Tara intuiva, comprendeva ma non chiaramente, la voce divenne sempre più acuta e forte sembrava che appartenesse ad una creatura insolita. Le venne un mal di testa fortissimo, Tara si mise a piangere, ad un tratto il suo braccialetto rosa si illuminò e la voce scomparve.Tara non seppe che cosa fosse successo, era confusa …. anche questa volta una voce familiare la richiamò..La nonna comparve accanto alla ragazzina. E come al solito le proibì di entrare nel vicolo. Tara non ascoltò le raccomandazioni della nonna e dopo essere uscita da scuola andò nuovamente nel vicolo e osservò stranita il mattone verde cristallo; ad un certo punto lo toccò ed apparve dietro di se un angelo con elmo, spada,armatura e indossava sotto questa una tunica bianca candida. «Chi sei?» chiese Tara sbigottita alla creatura, «Io sono l’Arcangelo Gabriele, comandante e servo del Divino» rispose la creatura. «Tara!Tara!Tara!Tara! Smettila di nasconderti! Vieni è arrivato il taxi!» Era la nonna che cercava Tara, aveva fretta perché il taxi era arrivato e le doveva riportare a casa. All’improvviso la nonna spuntò nel vicolo e vide l’Arcangelo (che era un suo vecchio amico); con uno schiocco della dita la vecchietta fece scomparire l’Arcangelo. Poi, con gran fretta, afferrò Tara per il braccio e con un altro schiocco delle dita si ritrovarono a casa, con gran stupore di Tara. La nonna disse di fretta:« Presto fai i bagagli, dopo ti spiegherò tutto». Dopo aver fatto i bagagli, senza che Tara sapesse il motivo, la nonna le spiegò che la ragazza era la principessa del mondo del Divino o semplicemente il mondo degli angeli e che la creatura del vicolo era un Generale delle forze armate del Bene a comando dell’Altissimo Divino. La nonna lo aveva fatto scomparire perché non voleva che la nipote sapesse della guerra tra i cieli ma ormai era troppo tardi. «E io dovrei essere una principessa?» chiese la ragazza più confusa di prima.« Si, tu sei figlia di Dio chiamato anche Divino, prescelta per sconfiggere il male, ma io in tutti questi anni ho temuto di perderti e per questo ti ho nascosto tutto ciò»; Tara chiuse gli occhi e fece un profondo respiro. La nonna riprese a parlare: «Tu sei anche colei che ucciderà Lucifero, un vecchio servo di Dio che negli anni accumulando l’odio e la cattiveria si è tramutato in un Drago dalle Mille Lingue di Fuoco. Esiste un’arma per sconfiggerlo, è una sfera con all’interno le reliquie di Gesù». Tara era sbalordita, la nonna fece un incantesimo ed ad un tratto si ritrovarono in una città incantata tutta bianca con alcuni colori tenui; si trovava sopra una montagna impossibile da raggiungere da un uomo; lì vivevano gli Angeli. La nonna portò Tara in un palazzo e tutti gli Angeli camerieri la fissavano e bisbigliavano tra loro, ad un certo punto un cameriere scese dalle scale, le raggiunse e le accompagnò nelle loro camere. Dopo qualche ora la nonna bussò alla porta di Tara, entrò e le disse: «Resta qui, io devo parlare con i Generali e i Comandanti dell’esercito…» Dopo circa tre ore Tara, annoiata, andò a curiosare in giro per il palazzo; giunse nella biblioteca. Osservò gli scaffali e c’erano parecchi libri, ma uno attirava l’attenzione della ragazza, lo prese son delicatezza e lesse il titolo: “STORIA, LEGGENDE DEGLI ANGELI E DEL BENE E IL MALE”. All’improvviso Tara sentì dei passi veloci e leggeri dietro lo scaffale, si sforzò di scorgere chi fosse attraverso gli spazzi vuoti degli scaffali, vide solo delle piume nere stellate come il cosmo, era Tirtan l’Angelo oscuro al servizio di Lucifero.Tara era sicura che lui cercava qualcosa e dalle apparenze cercava il libro che lei aveva in mano. Tirtan si accorse della ragazza in uno strado modo: fiutandola; stava per farle del male quando ad un tratto Tara si ritrovò davanti sua nonna che con un incantesimo spazzò via l’Angelo oscuro. «Ti avevo detto di restare nella tua camera!Bimbaccia che non sei altro!» sbraitò la nonna alla ragazza; Tirtan era sparito e Tara si tranquillizzò, guardò fuori dalla finestra e vide le armate angeliche che partivano per la guerra.«Tara, io è te andremo nel monte Coroc per prendere l’arma che solo tù puoi manipolare» disse la nonna a Tara che intanto si era abbastanza rasserenata. La nonna con la nipote, con la magia, si teletrasportarono all’interno, nel cuore del monte oscuro in cui giaceva la sfera: era bianca sopra una piattaforma con dei segni strani. La strega prese una penna dalla sua borsetta e questa si trasformò in un coltellino, fece un taglietto sul braccio di Tara e stranamente la ragazza non provò dolore. La nonna raccolse il sangue della nipote e sbloccò il codice del sigillo sopra la piattaforma. a ragazza afferrò la sfera ed ad un tratto la montagna iniziò a tremare e a distruggersi piano piano. «Dai, sbrigati!» disse la nonna, «Siin santus diridus incantatum!». Con la magia della strega si ritrovarono nella tana del Drago Dalle Mille Lingue Di Fuoco. Ad un tratto si sentì un rumore sotto il fosso, e una voce simile a quella che aveva sentito nel vicolo: «Sccccccia casciaaaaaaa, tu scimiiiiiii!!!!! Chi è che disturba il sonno del Drago!!!!» era Lucifero che si era accorto della presenza di Tara e della strega. Il Drago vedendo la sfera si spaventò e sputò delle fiamme verso Tara, ma la sfera creò un campo di forza che riparò Tara dal pericolo. Ad un certo punto la sfera si trasformò in una spada e alla ragazza spuntarono le ali,con un balzo Tara volò e con un movimento della spada tagliò la testa del Drago malvagio. Le armate oscure scomparvero, nei cieli regnò la pace, le viscere malvagie delle montagne scomparvero e Tara la ragazza prescelta salvò il mondo dalla APOCALISSE e dal MALE.

 

La mia nuova scuola!

Il giorno del mio undicesimo compleanno mi fu recapitata una lettera con scritto “Caro signor M., lei è stato ammesso nella scuola di magia e stregoneria di Stregolandia “. Non sapevo cosa fosse, ma poi io e la mia famiglia ne abbiamo parlato (Era una scuola per maghi ). Mia mamma mi spiegò la differenza tra babbano e mezzo sangue. Babbano: è un uomo che non ha poteri magici e non può diventare mago. Mezzosangue: un mago che ha un genitore mago e l’altro babbano. Il 22 Agosto ero pronto a salire sul treno, ma il numero del binario scritto sul biglietto non esisteva e allora chiesi ad una donna ( che portava una bacchetta, e da questo capii che era una maga) dove fosse il binario che stavo cercando. Lei rispose che attraverso il tombino magico,vicino ai miei piedi, sarei arrivato al mio binario, all’inizio ho pensato che fosse pazza, mi avvicinai e il tombino mi risucchiò dentro e mi trasportò su una specie di ascensore bianco e nero con una bottiglia di vetro al centro. Dopo tre secondi sentii una voce robotica che mi disse: ” Mettere la mano sulla bottiglia, prego. 10,9,8,7,6,5…”. Io, confuso, provai a mettere la mano sulla bottiglia e quando la voce arrivò al numero zero, sotto di me si aprì un buco che mi trasportò all’entrata della scuola di Stregolandia. La scuola aveva le sembianze di un castello con un grande portone che si aprì, l’interno era ricoperto di marmo con tante colonne che si muovevano schivando gli studenti che passavano da lì. Davanti a me ci fu un bagliore di luce che si trasformò nella mia prof. Vetrugnus; la quale mi accompagnò nella sala da pranzo e prendemmo posto e iniziammo a mangiare. Il cibo non era granchè e uscimmo dalla sala da pranzo. La prof. Vetrugnus mi portò nello studio degli insegnanti e conobbi tutti i miei insegnanti: Vetrugnus, insegnante di magia oscura; Volpix insegnante di lingua elfica, per tradurre le formule magiche; Fotis, insegnante di religione di maghi e creature magiche; Didones insegnante di storia di maghi e streghe; Noros, insegnante con capacità di vedere il futuro attraverso sfere, mani ed espressioni del viso; Ceschialun, insegnante di pozioni e rimedi magici; Agostinisus, insegnante di magia domestica. Le sezioni delle classi erano 4: A Cordus, B Zontus, C Gravidus, D Pautarus. Io fui inserito in C Gravidus. Il tutore di C Gravidus si chiamava Romide e aveva il compito di controllare le stanze della propria sezione. Romide ci accompagnò nelle nostre stanze attraverso il teletrasporto, utilizzando una statua magica e ci disse che per entrare nelle nostre stanze avremmo dovuto dire la parola d’ordine al guardiano di pietra affianco alla porta ( assomigliava più a un cavaliere); la parola segreta era:”Dragonus”. Dopo questa giornata piena di avventura, andai a dormire. Il mio letto era vicino a quello di Jake, una persona un po’ strana e un po’ bizzarra: metteva sempre le dita nel naso!

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